La stitichezza è un problema diffuso. Se è saltuaria si può risolvere con l’uso di lassativi, ma se si presenta frequentemente l’unico approccio ragionevole è la prevenzione: fare abbastanza movimento, bere molto (cosa che si dimentica spesso soprattutto in inverno), mangiare molte fibre.
L’alimentazione moderna é molto diversa da quella tradizionale dell’uomo: il dolce ed il salato hanno soppiantato l’amaro (uno stimolo fondamentale per promuovere la motilità intestinale), i cibi raffinati hanno soppiantato quelli ricchi di fibre: questa carenza porta alla necessità di integrare l’alimentazione.
La fonte principale di fibre sono la frutta e le verdure. Nella frutta più comune, come le mele, le pesche e le prugne ci sono soprattutto fibre solubili, che se abbondanti possono portare a fermentazione e gonfiore. La verdura, invece, apporta fibre insolubili, molto efficaci nel migliorare il transito intestinale, oltre a grandi quantità di vitamine e minerali che, proprio per la ricchezza e la complessità tipica dei prodotti naturali, costituiscono una straordinaria occasione di salute e prevenzione di molti altri problemi.
Quindi verdura fresca a volontà, insalate miste ricche di sapori di stagione ed erbe aromatiche, specie amare nei mesi invernali: questa è la prima ricetta per prevenire la stitichezza.
Nei casi più ostinati, e sempre assieme ad un’abbondante idratazione, i cibi integrali possono modificare radicalmente uno stato di sofferenza. Pane e pasta integrali, in particolare se realmente tali, cioè realizzati con farine ottenute macinando semplicemente il grano e non solo addizionati di crusca, possono apportare quantità importanti di fibre. Se ancora non basta si possono usare quotidianamente i semi di psillio o prodotti che lo contengono, cioè un’ulteriore integrazione di fibre e mucillagini che rendono più morbida e scorrevole la massa fecale.
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L'achillea è una delle piante più abbondanti della nostra flora colorando con i suoi delicati fiori ad ombrella i nostri prati di bianco e di rossiccio. Le foglie sono finemente suddivise, motivo del nome “millefoglie”.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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La Candida albicans è un lievito che fa parte normalmente della popolazione microbica del nostro intestino e talvolta anche della vagina.
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