L’intestino non è un tubo, né una macchina che scompone il cibo in pezzetti. È un ecosistema popolato da centinaia di microbi diversi e da virus in quantità ancora maggiore che svolge la sua complessa funzione grazie anche a tutti questi microrganismi che lo popolano.
Un’immagine più adeguata a capire come funziona è quella di un bel prato di montagna: si tratta di una superficie molto ampia, grazie allo sviluppo dei villi intestinali, vasta come un campo da tennis. L’assorbimento anche passivo di quello che vi transita è quasi inevitabile: immaginiamo di spalmare il cibo di un pasto su un campo da tennis… si capisce come piano piano pressoché tutto quello che è disciolto possa essere assorbito. Lo stesso accade nel nostro intestino.
Possiamo paragonare la salute del nostro intestino alla condizione del nostro prato di montagna immaginario: più ampia è la varietà e la ricchezza di fiori e di specie diverse, più il prato è sano; più la varietà si riduce, più l’erba è secca, più compaiono vaste distese di erbacce tutte uguali, meno salubre è l’ambiente del prato come anche quello del nostro intestino. Si sa che un prato fatto di una sola specie di erba, come il prato inglese che vediamo sulle foto di certe riviste, è in realtà un ecosistema estremamente fragile. Il tema della salute degli ambienti, dentro e fuori di noi, è sempre legato alla loro varietà e complessità: tanto più è grande, maggiore sarà la resilienza nell’affrontare i possibili stress.
Cosa succede quando si affrontano situazioni stressanti?
Se si effettua una terapia antibiotica l’effetto più marcato è la riduzione della diversità: se l’impatto della terapia è forte, la maggior parte delle specie ne soffre. Non sempre l’equilibrio si ripristina spontaneamente. Certi trattamenti di antibiotici hanno lo stesso effetto del passaggio di un lanciafiamme sul nostro bel prato.
A quel punto se il terreno lasciato a sé stesso è invaso dalle erbacce. Cosa fare per riportarlo in salute? I probiotici possono essere associati a dei semi lanciati sul prato, poco si ottiene se il terreno non viene messo nella condizione di accoglierli rendendolo leggero, umido e fertile.
I prebiotici, fibre di varia natura che sono il supporto più gradito ai nostri microbi migliori, sono una specie di humus. Il contributo principale è però quello dell’alimentazione, il vero concime naturale: la formula migliore è quella della dieta mediterranea, tante fibre, pochi alimenti di origine animale, moderazione nelle quantità.
Il digiuno saltuario è un modo naturale per stressare leggermente il nostro prato intestinale: porta a una selezione delle specie più resistenti, che spesso sono anche le più buone, facendo una specie di pulizia saltuaria.
Coltivare i propri microbi è dunque importante per mantenersi in salute.
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Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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La passiflora è una pianta spontanea originaria del sudamerica che da noi è coltivata a scopo ornamentale.
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