L’autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato una bozza di parere sulla sicurezza delle preparazioni a base di finocchio. In questo parere si segnala la presenza di estragolo, una delle numerose sostanze presenti in estratti di finocchio, come cancerogeno.
Che questa sostanza possa essere cancerogena è dimostrato sui topi a cui è stata somministrata, il cosiddetto modello animale, ma l’esistenza di pericolo per l’uomo è piuttosto discutibile per diversi motivi:
Questo è solo uno dei diversi casi di allarmi che destano perplessità: sviluppati a seguito di ragionamenti logici che evidenziano una possibile tossicità, hanno ricadute cliniche, ovvero effetti sulla popolazione, che non sono mai stati dimostrati. Il principio di precauzione andrebbe usato con maggiore attenzione.
Peraltro moltissimi sono i cancerogeni con cui veniamo in contatto quotidianamente e molto spesso (per esempio facendo il pieno di benzina o prendendo il sole d’estate o bevendo un bicchiere di vino), ma il nostro organismo è molto efficiente, se sta bene, nel proteggerci dai continui danni al nostro DNA di cui siamo vittime ogni giorno. Ha senso diramare allarmi concentrandosi su una singola sostanza? Forse ci fa più male la paura…
Qualche anno fa, per fare un altro esempio, sono stati dichiarati teratogeni, ovvero pericolosi per lo sviluppo del feto, gli estratti di antiossidanti comunemente usati per proteggere le vene come la diosmina, gli estratti di vite rossa o di mirtillo: il dosaggio usato negli animali durante l’esperimento citato nell’articolo alla base del provvedimento era però migliaia di volte più alto rispetto a quanto in uso nella terapia. Gli allarmi amplificati dai mass media hanno spinto i produttori a tutelarsi inserendo avvertenze che limitano l’uso di queste sostanze in caso di gravidanza, situazione in cui, viceversa, un supporto al sistema venoso può essere talvolta molto utile. Bere due o tre bottigliette di succo di mirtillo non ha mai causato problemi e la quantità di sostanze attive presenti in questi integratori non sono molto differenti.
La paura diffusa, il bisogno esagerato di protezione, l’attenzione ossessiva alla sicurezza sono estremi in espansione che fanno pensare a una patologia diffusa nel mondo attuale: qualcosa che porta a diffondere una cultura della falsa prevenzione che non fa bene alla vita.
Un caso per certi versi amaramente divertente, sempre riguardo all’igiene alimentare, ci pare quello legato alla cuffietta obbligatoria e ai guanti per chi distribuisce il pane: in Francia, dove per decenni la baguette è stata presa e messa direttamente senza incarto sottobraccio anche d’estate, la gente si ammala di più che in Italia? Quante vite abbiamo salvato con queste norme? E quanta plastica in più abbiamo disperso nell’ambiente danneggiando la vita di tutti?
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Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), cioè quelli che abbiamo comunemente in casa come il Moment, il Voltaren o l'Aspirina, sono una classe di farmaci che hanno caratteristiche molto simili in termini di efficacia ed effetti collaterali.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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Negli ultimi 5 anni il giro d'affari delle aziende che producono alimenti senza glutine è quintuplicato. E la moda di un'alimentazione completamente priva di glutine, dopo aver spopolato negli Stati Uniti, sta arrivando ora con prepotenza...
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