L’aria balsamica è sinonimo di benessere respiratorio, la passeggiata nel bosco di conifere, dagli abeti delle montagne ai pini marittimi del Mediterraneo o ai boschetti di eucalipto è un’esperienza piacevole e talvolta sorprendente. Ma a cosa è dovuto questo effetto?
Il nostro naso è un potentissimo sensore in grado di distinguere migliaia di sostanze a dosi infinitesimali, e il primo incontro con i balsamici è quindi quello con l’odore caratteristico.
Si tratta in realtà di una miriade di sostanze volatili, che cioè evaporano rapidamente, le quali sia direttamente sia attraverso la mediazione delle nostre abitudini culturali generano un’istintiva sensazione di benessere.
Quasi sempre oli essenziali estratti da piante, condividono la stessa azione: sono degli antisettici, cioè dei leggeri disinfettanti.
Si usano sia come aromi da respirare, come nei diffusori per l’ambiente o nei tradizionali suffumigi, ma anche come unguenti da spalmare sulla pelle, come il classico Vicks.
Nel caso dell’uso esterno, in unguento o linimento, l’azione dei balsamici non è dovuta tanto a ciò che si inala al momento, cioè al profumo che si respira grazie al contatto col calore della pelle, bensì a quanto vengono assorbiti.
Gli oli essenziali passano attraverso la pelle grazie alla loro affinità con i grassi corporei, sono portati in circolo nel sangue e, a livello dei polmoni per loro notevole volatilità, evaporano nuovamente e sono quindi escreti abbastanza rapidamente con l’espirato. In questo caso la loro azione antisettica è particolarmente profonda proprio perché agiscono a tutti i livelli dell’albero respiratorio, dagli alveoli attraverso i bronchi più sottili fino alle vie aeree superiori.
Essendo sostanze molto attive è sufficiente una dose ridottissima per avere un beneficio sensoriale e un’azione positiva sulle piccole infezioni batteriche o virali che caratterizzano molte patologie invernali.
Un uso meno frequente ma analogamente utile è quello in capsule: in questo caso l’olio essenziale in dosi minime è adsorbito in un substrato che lo disperde, come il caolino. Assorbito a livello intestinale viene escreto inalterato dalle vie respiratorie più che dai normali canali di escrezione, cioè fegato e reni.
In ogni caso il beneficio sta nella riduzione del livello di carica batterica e virale delle vie respiratorie, e questo è ciò che rende questi prodotti non sostituibili da altri agenti chimici sintetici.
Per questo l’uso dei balsamici è sempre raccomandato nelle affezioni delle vie respiratorie come una “terapia di fondo” di raffreddore, tosse, influenza, mal di gola, sinusite ecc.
A dosaggi ridotti, come quelli normalmente in commercio, la sicurezza è notevole: solo in alcuni soggetti iperreattivi ci possono essere sensazioni sgradevoli con un peggioramento dei sintomi che si risolve rapidamente interrompendone l’assunzione. Non essendo sostanze proteiche non si tratta in questo caso di allergie, ma appunto di iperreattività. Nei bambini sotto i due anni alcuni balsamici tradizionali, come la canfora e il mentolo, vanno invece evitati perché possono dare broncospasmo.
La scelta dei balsamici da utilizzare, infine, non dipende solo dal piacere di un aroma o da una sensazione di benessere, ma può essere calibrata in funzione del risultato che si vuole ottenere sfruttando le differenze di attività delle varie essenze: un mondo che va da quelle classiche come l’olio essenziale di pino o eucalipto, a quelle mediterranee come il timo e l’origano, alla menta, agli agrumi a quelle esotiche come il ravishandra o la gautheria, tutte differenti, interessanti e per certi versi insostituibili.
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Diciamolo subito: non è possibile distinguere dai sintomi il Covid, almeno nelle fasi iniziali, da una normale influenza. L’unico modo per capire la differenza è a oggi fare il tampone.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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Primavera, ma non solo, stagione di allergie. Dopo un inverno spesso tranquillo, con i primi giorni le persone che soffrono di allergie ai pollini si sentono investite da una massa di allergeni.
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