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Qual è la pressione giusta?

pressione arteriosa

Tra le tante abitudini sanitarie che ormai sono consolidate ed apprezzate un po’ da tutti c’è quella di misurare la pressione.

La pressione arteriosa (detta PA) è un parametro effettivamente importante per capire la dimensione del rischio di malattie cardiovascolari e di eventi anche gravi (infarto, ictus ecc.) e quindi impostare una terapia utile a prevenirle.

Il problema, più complesso di quanto possa apparire, è sapere quale sia la pressione giusta.

Decine e decine di studi stanno tentando da anni di definire un riferimento preciso per permettere ai medici di decidere quando trattare l’ipertensione e quando no. Ogni qualche anno vengono pubblicate delle linee guida, ovvero dei parametri che aiutano ad orientarsi sulla base di studi effettuati su un grandissimo numero di persone.

Le conclusioni di due grandi revisioni recenti di queste linee guida sono in parte discordanti: c’è chi ritiene che, soprattutto in caso di fattori di rischio concomitanti come il diabete, sia meglio un trattamento intensivo che porti la pressione sotto i 120 mmHg, e chi ritiene che la cosa sia indifferente.

In conclusione?

  • Non è possibile individuare un livello di PA valido per tutti i pazienti.
  • I benefici ottenibili con un controllo ottimale della PA variano a seconda delle patologie concomitanti.
  • l’età è un fattore importante: sotto i 50 anni 120/80 è un obiettivo corretto, tra i 50 e 74 anni è accettabile 130, infine oltre i 75 anni 140 è un obiettivo ragionevole;
  • sono stati elevati i valori pressori da raggiungere con il trattamento nei pazienti anziani con diabete, pregressa patologia cardiovascolare, o malattia renale avanzata, da minore di 130/90 a minore di 140/90 mmHg e i valori di pressione massima da perseguire negli anziani tra 140 e 150.
  • le modalità di misurazione incidono molto anche negli studi: una misurazione dopo 5 minuti di riposo (come negli studi più importanti) è comunemente 10 o 15 mmHg inferiore a quella un po’ più rapida che il medico effettua di solito in ambulatorio. I valori accettabili quindi sono forse ancora un po’ più alti.
  • La pressione varia molto anche nel corso della giornata: molte volte una misurazione non è sufficiente ad inquadrare correttamente il paziente, per cui può essere utile l’utilizzo di un Holter pressorio, cioè un apparecchio in grado di registrare con misurazioni frequenti le variazioni di pressione nell’arco delle 24 ore. Questo apparecchio può essere applicato anche in farmacia.

E’ infine interessante il commento del dott. Messerli, uno dei più riconosciuti esperti di problemi cardiovascolari al mondo: “Ci sono voluti 11 anni per ottenere una nuova serie di linee guida. Ora ne abbiamo sei o sette, e tutte raccontano una storia differenti. Per il medico pratico ciò risulta fonte di molta confusione. Il paziente che sta davanti a voi non è mai del tutto conforme al soggetto dello studio o ai pazienti dai quali sono state ricavate le ultime linee guida. Nonostante la loro esistenza, devi individualizzare la terapia e continuare ad imparare.
 La maggior parte dei medici sanno che le linee guida sono più per gli avvocati che per i medici.”

 

Per saperne di più: leggi qui

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