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Termometri per la febbre: quale usare?

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La misura della temperatura corporea, teoricamente, dovrebbe rispecchiare quella del sangue a livello del cuore: la misura più precisa si effettua con una sonda nell’arteria polmonare, ma evidentemente questa non è un’operazione comune né particolarmente utile. Per questo la misurazione si effettua nelle zone corporee nei pressi delle quali passano arterie con una buona circolazione sanguigna e che possibilmente giungono direttamente dal cuore: inguine, ascella, zona sublinguale, tempie, polso, orecchio ecc.. Queste misure possono riportare valori leggermente diversi ma costanti per una persona in salute, tenendo conto delle variazioni fisiologiche di qualche decimo durante la giornata o, nelle donne, in funzione del ciclo.

Possono però sorprendere differenze sostanziali tra un termometro e l’altro. Tutti i termometri testati in laboratorio sono perfetti, ma nell’uso pratico si rilevano spesso valori con variazioni anche notevoli tra i diversi strumenti: come mai?

Esistono tanti tipi di termometri: al gallio (che ha sostituito il mercurio nei classici termometri di vetro), digitali, a infrarossi (termoscanner), ciascuno ha vantaggi e limiti.

 

Termometri al gallio: oltre alla fragilità (sono di vetro) e, talvolta, alla difficoltà ad azzeramento, il limite principale è il tempo necessario alla misurazione (5 – 8 minuti). Questo permette però anche un ottimo adattamento alla temperatura corporea e quindi, se correttamente posizionato, una misurazione affidabile.

 

Termometri digitali a sonda: piccoli ed economici, abbastanza rapidi, segnalano il momento in cui la misurazione è terminata. Possono presentare due problemi: oltre al corretto posizionamento, al pari di quelli tradizionali, l’esperienza “in vivo” dimostra che spesso si fermano un leggermente prima del raggiungimento dell’effettiva temperatura, per cui misurano frequentemente una temperatura inferiore a quella reale. Un rimedio, approssimativo ma abbastanza efficace, è metterlo in posizione almeno per un minuto prima di accenderlo.

 

Termometri a infrarossi (scanner): molto rapidi e precisi misurano la temperatura superficiale, per cui risentono più di altri dell’ambiente esterno in cui si è stati. In caso di temperature ambientali molto accentuate (molto freddo o molto caldo), vanno usati dopo un periodo di adattamento al locale in cui ci si trova sia dell’apparecchio che della persona.

La misura nell’orecchio riporta maggiori differenze individuali dovute alla forma del canale uditivo (si misura la temperatura al fondo dell’orecchio) e richiede una buona manualità. La misura alle tempie o alla fronte (arteria temporale) pare essere una delle più affidabili.

 

Precauzioni per tutte le misurazioni:

  • misurare la temperatura quando si sta bene: ciascuno ha una sua temperatura ottimale, l’importante è conoscerla per sapere di quanto ci si discosta in caso di febbre;
  • misurare la temperatura in condizione di riposo dopo essersi adattati all’ambiente (non appena rientrati dal freddo, ad esempio, sarà meno affidabile);
  • tenere 10 – 20 minuti il termometro a temperatura ambiente prima di usarlo;
  • considerare che è normale un leggero aumento della temperatura nel pomeriggio, dopo il pasto, dopo uno sforzo fisico o una forte emozione.
  • misurare la temperatura sempre nello stesso posto (ascella, fronte ecc) e con lo stesso tipo di apparecchio: in questo modo il confronto tra le variazioni è più affidabile.

 

Conclusione: se non si ha fretta, il termometro tradizionale di vetro è ottimo; altrimenti quelli ad infrarossi, però piuttosto costosi, sono certamente i più utili.

 

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