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La parodontite: per alcuni ma non per tutti

parodontite

La parodontite è una malattia delle gengive che porta, se non curata, alla perdita dei denti.

La bocca è un ambiente ricco di microbi: batteri, funghi, virus sia buoni che cattivi. La rottura degli equilibri in questa complessa comunità, il microbiota orale, spesso porta a infiammazioni che si risolvono rapidamente; talvolta invece a malattie pericolose per la bocca e per tutto l’organismo.

Il punto di contatto tra denti e gengive è particolarmente delicato perché è una discontinuità nel “sacchetto cutaneo”, fatto da pelle e mucose, che ci protegge dall’infiltrazione di microbi all’interno dell’organismo. Come in una piccola piaga sempre aperta, i sistemi di difesa sono quindi molto sollecitati. Inoltre i denti non hanno una superficie autoesfoliante, come la pelle e le mucose che in questo modo impongono un continuo ricambio del microbiota. Nonostante la salivazione e l’attrito con il cibo durante la masticazione, quindi, si può formare tra denti e gengiva un biofilm, cioè una comunità di batteri complessa, organizzata e resistente, che talvolta non è aggredibile neanche con disinfettanti o antibiotici. Questo biofilm è un ottimo posto per sviluppare batteri patogeni particolarmente pericolosi. L’unico modo per rimuoverlo è una pulizia “meccanica” con lo spazzolino o, se non è sufficiente, con l’aiuto dell’igienista dentale.

Quando il microbiota delle sacche tra gengiva e denti è alterato, la risposta dell’organismo è un’infiammazione di tessuti gengivali che si infiltrano di cellule immunitarie: neutrofili, macrogfagi, linfociti t linfociti B, tutto quello che può servire per aggredire i microbi pericolosi.

Nel 20% delle persone, una su cinque quindi, questa risposta è alterata, eccessiva: queste persone sono fortemente a rischio di parodontite. L’alterazione dei microbi in questi casi porta ad infiammazione persistente, ritiro della gengiva e quindi esposizione dell’osso che sostiene i denti a microbi patogeni ed agli alimenti. La malattia prosegue con la perdita di supporto osseo che si riassorbe fino alla gengivite espulsiva, che è sostanzialmente anch’essa una difesa: nel momento in cui cade il dente, infatti, la “malattia”, cioè la piaga esposta, guarisce.

Quando si hanno gengive sanguinanti vuol dire che c’è una risposta immunitaria in corso: spazzolare di più, scovolini e filo interdentale, cioè rimuovere meccanicamente il biofilm microbico, è la risposta giusta, anche se in un primo momento il sanguinamento aumenta.

La parodontite è quindi una malattia infiammatoria ed infettiva. Le persone a rischio sono quelle in cui l’igiene orale è scarsa, i fumatori, ma in particolare quelle nella cui famiglia esistono altri casi di parodontite: questo sia per la facilità della trasmissione di microbi patogeni specifici nell’ambito delle normali relazioni familiari, sia per un ruolo importante della genetica. Ci sono molti sorprendenti elementi in comune con altre malattie infiammatorie croniche geneticamente influenzate, e forse per questo il trattamento della parodontite riduce il rischio di malattie cardiache (endocardite), del morbo di Crohn e migliora l’equilibrio metabolico dei diabetici: tutte condizioni scatenate da un meccanismo immunitario che promuove troppo l’infiammazione.

Le stesse persone sono fortemente a rischio anche nel caso di impianti dentali. In questo caso la malattia si chiama diversamente, cioè perimplantite, ma è sostanzialmente la stessa: distruzione del tessuto osseo a causa di una continua infiammazione gengivale e perdita del supporto osseo con caduta del dente.

Quindi in queste famiglie l’attenzione ad un sano stile di vita, l’eliminazione del fumo ed una scrupolosa attenzione all’igiene orale con frequenti controlli sono particolarmente importanti.

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