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Farmaci e ambiente: una relazione pericolosa

L’impatto dei farmaci sull’ambiente è più ampio e sottile di quanto si possa immaginare. Noi pensiamo che una volta che il farmaco è stato assunto e ha fatto il suo effetto la questione sia chiusa.

I farmaci invece vengono escreti dal nostro organismo, come tali o come metaboliti, cioè trasformati dall’organismo. Queste sostanze vengono immesse nell’ambiente soprattutto attraverso le acque di scarico e da lì in poi la loro vita prosegue interagendo con molti esseri viventi.

Analisi chimiche raffinate hanno dimostrato la persistenza di molte sostanze in quantità misurabili in molti dei corsi d’acqua principali, e sappiamo bene che i farmaci sono attivi anche in dosi molto piccole. Così come agiscono in noi, altrettanto fanno in molti organismi viventi nell’ambiente.

Ecco alcuni esempi di interazione che sono stati notati nonostante le piccolissime quantità di farmaco ritrovate:

  • la pillola anticoncezionale contiene estrogeni che provocano il cambio di sesso (femminilizzazione) di pesci e anfibi: la loro riproduzione diventa difficile o impossibile. A valle dei depuratori questo effetto appare molto evidente, si trovano solo femmine.
  • Gli antidepressivi provocano mutamenti comportamentali in molte specie acquatiche, ad esempio eliminando il riflesso della paura, il che provoca una mancata reazione ai predatori. La caffeina invece provoca ansia continua in alcune specie di pesci.
  • Gli ansiolitici trovati in un fiume in Norvegia hanno causato un modifica nel comportamento dei salmoni durante la risalita per la riproduzione, in questo caso migliorandone l’efficacia grazie alla diminuzione dell’affollamento a valle delle difficoltà ma diminuendo le attività “di gruppo” e rendendo in questo modo gli individui più indifesi.
  • In altre zone del mondo alcuni uccelli che si nutrono di carcasse di animali sono stati decimati dal fatto che questi erano stati trattati con antinfiammatori che per loro sono tossici. Altri farmaci, e non solo gli antiparassitari, sono molto tossici per gli insetti e quindi per l’intero ecosistema.
  • Gli antibiotici per uso umano o veterinario si trovano spesso negli scarichi dei depuratori: in queste zone si coltiva per questo un ricco bacino di microbi resistenti.

Insomma le possibilità di interazione tra i farmaci che consumiamo noi umani o gli animali che alleviamo e l’ambiente sono molto più sorprendenti di quanto si immagini ad uno sguardo superficiale.

Come possiamo diminuire questo impatto? Al di là delle regole che possono essere predisposte dagli enti nazionali e che spronino le case farmaceutiche ad approfondire anche questo aspetto, individualmente possiamo fare poche cose ma essenziali:

  • Consumare solo i farmaci indispensabili
  • Non acquistare farmaci in eccesso per evitare di disperderli nell’ambiente perché inutilizzati
  • In ogni caso smaltirli correttamente, quindi nei bidoni appositi
  • Preferire, se possibile, farmaci naturali: in questo caso nell’ambiente sono presenti gli elementi per una degradazione naturale, siano essi microorganismi o sostanze biologicamente attive, per cui il loro impatto è generalmente molto ridotto

 

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