Le zanzare, altre specie di insetti della famiglia dei ditteri (moscerini di vario tipo come i simulidi, oppure i tafani), o alcuni acari (zecche e pidocchi) hanno bisogno di succhiare sangue per riprodursi. Le femmine trovano nel nostro sangue (e in quello di altri animali) il contributo proteico indispensabile alla maturazione delle uova. Purtroppo per prenderselo iniettano sotto la nostra pelle delle sostanze, anticoagulanti e rubefacenti (richiamano sangue), che danno una fastidiosissima sensazione di prurito.
Altri insetti pungono invece per difendere se stessi o il gruppo cui appartengono (api e vespe, ad esempio): in questo casi le reazioni possono essere molto più dolorose e, nei soggetti allergici, anche molto gravi. Lo stesso accade con le meduse, ma sono rare sulle Alpi.
Le reazioni allergiche gravi (anafilattiche) hanno bisogno di un immediato intervento medico: adrenalina e cortisone sono i rimedi fondamentali, ma devono essere somministrati da medici, a meno che non ci sia un’istruzione adeguata come avviene in chi ha già avuto un episodio di anafilassi.
Nei casi più frequenti il prurito si combatte con pomate all’idricortisone oppure, per chi preferisce il rimedio naturale, con lenitivi di vario tipo. Quello che noi prepariamo a questo scopo si chiama unguento di ortica composto, e ci pare funzioni molto bene sul sintomo del prurito.
Se ci si accorge immediatamente della puntura funzionano bene anche gli stick all’ammoniaca: se si usano quando il veleno non è ancora diffuso dagli stati superficiali della cute a quelli più profondi, riescono a decomporlo (e quindi smette di dare fastidio). In questo caso, quindi, la rapidità dell’intervento ha un ruolo fondamentale. Nello steso modo funzionano altre sostanze che degradano i veleni come l’aceto, oppure il calore. La tecnica di avvicinare una sigaretta accesa alla pelle per bloccare la reazione funziona, ma è fortemente sconsigliata perché frequentemente porta ad ustioni forse più gravi della reazione che si voleva curare.
Se vuoi sapere tutto sulle zanzare leggi la pagina su Wikipedia qui.
Il Ventolin, cioè il salbutamolo, è un farmaco che molti conoscono perché è forse il più famoso degli antiasmatici. La sua funzione è quella di dilatare i bronchi permettendo quindi un maggior flusso di aria nei polmoni.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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Una nuova occasione a Mezzocorona: Vera Tait, doula e allieva di Cora Steinsleger, propone un'attività dedicata alle donne in gravidanza dalla dodicesima settimana fino alla nascita.
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