Il Ventolin, cioè il salbutamolo, è un farmaco che molti conoscono perché è forse il più famoso degli antiasmatici. La sua funzione è quella di dilatare i bronchi permettendo quindi un maggior flusso di aria nei polmoni.
Negli asmatici, a causa di allergeni o della presenza di altre condizioni ambientali, i bronchi reagiscono facilmente a qualsiasi stimolo con l’infiammazione: questo porta ad un edema (cioè ad un gonfiore), ed essendo i bronchi delle strutture semirigide che hanno il vuoto all’interno il risultato è che aumentando lo spessore della parete lo spazio per il passaggio dell’aria si restringe. Da questo la difficoltà a respirare, il senso di oppressione e talvolta la tosse perché la sensazione è simile a quella della presenza di muco.
Il salbutamolo si lega a particolari recettori e porta al rilasciamento dei muscoli di quel distretto ripristinando con grande rapidità il flusso dell’aria.
Tutto bene quindi? No, perché come tutti i farmaci qualche difetto c’è ed è importante
Innanzitutto la sua azione è molto rapida ma anche abbastanza breve, quindi non è adatta a controllare dei sintomi che sono spesso persistenti. Poi gli effetti collaterali sono relativamente frequenti soprattutto nell’uso prolungato: ansia, mal di testa, palpitazioni, crampi muscolari, talvolta tremori e tachicardia.
Da questo il consiglio di usare il Ventolin solo nelle emergenze e non come terapia, che è invece basata sugli antinfiammatori per inalazione: quanto più è adeguata la terapia, tanto meno c’è bisogno di Ventolin.
Se una persona asmatica è costretta ad usare più di una volta o due in settimana il salbutamolo, il consiglio è certamente quello di andare dal medico di base o dallo specialista per vedere se è possibile “ritarare” la terapia di fondo in modo da non aver bisogno di usarlo. In questo senso il Ventolin è uno dei migliori misuratori della correttezza di una terapia antiasmatica: se si usa troppo non va bene la terapia.
Anche in assenza di osteoporosi una caduta nell’anziano è un evento molto pericoloso: spesso, nei grandi anziani, è l’inizio di un percorso rapidamente infausto.
La prevenzione è la chiave della diminuzione di questo fattore di rischio:
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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L’idea che un integratore sia importante per una buona abbronzatura è abbastanza diffusa; si può considerare un buon successo della pubblicità, ma non per questo un’idea giusta.
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