L’uva ursina è un arbusto spontaneo in molti boschi usato da secoli come rimedio per i problemi delle vie urinarie.
E’ infatti una pianta ricca di importanti principi attivi la cui attività è scientificamente dimostrata: il principale costituente della droga è l’arbutina, glicoside dell’idrochinone, assieme ad altri derivati di quest’ultimo. Altri costituenti sono i tannini, con proprietà astringenti, i flavonoidi, antinfiammatori, e i triterpeni, antisettici.
Viene utilizzata come antisettico delle vie urinarie visto che l’idrochinone, il suo principio attivo, combatte l’adesione dei batteri alle pareti delle vie urinarie e agevola il loro allontanamento da parte dell’urina. L’idrochinone ha mostrato ottime azioni antinfiammatorie quando viene a contatto con i ceppi batterici più diffusi quali l’Escherichia coli e gli streptococchi. Per questo l’uva ursina è impiegata come terapia non anti-antibiotica assieme ad altri prodotti naturali come il mirtillo rosso (Cranberry) e D-Mannosio per la cura della cistite e della cistite recidivante.
Il decantato effetto diuretico è invece da attribuire solamente al fatto che normalmente è assunta sotto forma di tisana, quindi con molta acqua.
Si usa quindi come antisettico e batteriostatico nelle infiammazioni delle vie urinarie (non come diuretico).
La quantità è di circa un cucchiaino di foglie per ogni tazza con cui fare un decotto per alcuni minuti. Di questo si bevono tre o quattro tazze al dì. L’estrazione dei principi attivi e l’efficacia è incrementata in ambiente basico: si può quindi aggiungere una punta di coltello di bicarbonato per tazza nella preparazione della tisana. Per questo è meglio evitare la somministrazione contemporanea di alimenti (come quelli proteici o gli zuccheri semplici, carne uova e dolci) o farmaci (come la vitamina C) che determinano la produzione di urine acide.
Di solito è una pianta ben tollerata: solo nei pazienti gastrosensibili e nei bambini possono raramente comparire nausea o vomito.
Essendo una pianta ricca di sostanze attive è ragionevole non esagerare con le dosi: quelle raccomandate sono sufficienti ed è meglio non eccedere né nelle dosi, né nel periodo di tempo in cui usarla per non affaticare i meccanismi di metabolizzazione e smaltimento da parte dell’organismo. Se il problema non si risolve in due o tre giorni è meglio sentire il medico.
Diverso è se l’uva ursina non viene assunta da sola ma solo come una frazione di tisane, solitamente diuretiche, che la vedono come componente minoritario per l’azione lievemente antisettica: in questo caso la sicurezza anche a lungo termine è assicurata.
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