Tante volte i nostri pazienti iniziano a parlare con questa premessa: posso fare una domanda stupida?
Sia chiaro: non esiste una domanda stupida.
Esistono risposte stupide, o sbagliate o inopportune o mal poste. Le domande no.
Ci capita di non capire bene il senso delle domande, ma questo è un nostro problema che dobbiamo imparare a gestire. E se ci si accorge che una domanda non è stata capita, la cosa migliore è farne un’altra. Magari con altre parole.
Una domanda è per noi in farmacia un’occasione per aprire una porta, per capire, per mettere a fuoco il problema. Molto spesso il vero problema, la vera domanda, non compare nella prima affermazione o nelle prime parole. Bisogna scavare un po’, noi con le nostre domande, voi con le vostre.
Una domanda ci serve per iniziare una conversazione che poi si muove, inevitabilmente, nella direzione di imparare qualcosa della persona che abbiamo di fronte, o dalla persona che abbiamo di fronte.
Ci permette, se talvolta ci arrischiamo di dare una risposta, di sbagliare meno.
Molte volte a noi e ai medici sfugge, per fretta o per imperizia, la necessità di un ascolto completo del problema. Ci sono delle ricerche famose dove si evidenzia che, mediamente, tra quando un paziente inizia a parlare e quando il medico lo interrompe per la prima volta passano ben….dodici secondi. Se invece si lascia parlare liberamente la persona, in trenta secondi o in un minuto vengono fuori una miriade di informazioni importanti, spesso determinanti.
Per questo ci piacciono le domande: non ci pare il caso di fermarci alla superficie.
Quindi noi facciamo spesso domande, a rischio di apparire indiscreti o invadenti, ma ci piacciono molto anche le vostre domande: non sono mai stupide.
“Nel posto in cui vengo ci inchiniamo sempre quando qualcuno fa una domanda acuta. … Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci ad una risposta…Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre.”
Jostein Gaarder, C’è nessuno, Ed. Salani
Gli antibiotici sono naturalmente farmaci utilissimi, ma colpiscono indiscriminatamente anche la microflora intestinale, tra cui i cosiddetti batteri “buoni” che sono indispensabili per la nostra salute.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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Polline e pappa reale hanno un ruolo simile e per questo sono spesso associati commercialmente, ma forse non sono chiare le differenze.
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