Lo Stilnox, il nome commerciale più conosciuto di un principio attivo che si chiama zolpidem, è un farmaco per l’insonnia che si sta diffondendo sempre più.
Il suo vantaggio principale rispetto alle normali benzodiazepine (Valium, Tavor, EN, Lexotan, ecc.) è nella breve durata d’azione.
In pratica è molto veloce ad agire ed altrettanto a raggiungere nel sangue livelli talmente bassi da non avere più effetto. La sua concentrazione nel sangue è dimezzata dopo 2,5 ore e poi continua a calare rapidamente. Questo significa che, se lo si prende la sera per addormentarsi, al mattino difficilmente ci sarà quella sensazione di ottundimento che è invece frequente con i farmaci a lunga durata. Inoltre lascia meno spossatezza anche per il fatto che la sua azione rilassante dei muscoli, effetto anch’esso comune a tutti i farmaci per dormire, è minore rispetto agli altri principi attivi simili.
L’uso corretto è quindi nelle insonnie che sono caratterizzate dalla difficoltà di addormentarsi, mentre quelle che presentano come problema un risveglio anticipato non sono controllate efficacemente da questo farmaco.
Spesso la difficoltà di addormentarsi è collegata ad uno stato di ansia, a difficoltà a scollegarsi dalla vita del giorno: rompere il circolo vizioso dell’ansia è sufficiente per passare una notte tranquilla ed un “sonnifero” a breve durata interferisce meno di altri con la qualità del sonno.
In ogni caso l’uso corretto di questi farmaci, che sono sempre prescritti dal medico, è quello saltuario: qualche giorno di uso, nei periodi più critici, per poi sospenderlo, altrimenti assuefazione e dipendenza, soprattutto psicologica, sono effetti collaterali sempre dietro l’angolo.
Stilnox (o zolpidem) ha però una particolarità in più abbastanza curiosa ma importante: la sua efficacia è molto diversa negli uomini o nelle donne. Non si sa bene il perché, ma la dose utile nelle donne è circa la metà di quella nei maschi: 5 mg invece che 10 mg.
Attenzione quindi ad usare il dosaggio minimo necessario: mezza pastiglia, o 10 gocce dell’equivalente, spesso sono più che sufficienti per una donna. Vale la pena di fare la prova così.
Naturalmente anche negli anziani e nelle persone debilitate il dosaggio sufficiente è quello dimezzato, in questo caso perché la capacità di metabolizzare il farmaco è spesso meno efficace in queste persone.
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Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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