Mal di schiena, sciatalgia, lombalgia: un po’ sempre la stessa cosa, apparentemente; termini che sono applicati con poca precisione ma la cui sostanza non cambia, si tratta sempre di un dolore fortemente invalidante e di lunga durata.
Per questo oggi esami formidabili (e costosi) vengono richiesti sempre più frequentemente. L’idea è che “vedere” un difetto fisico con gli occhi degli strumenti, ad esempio una piccola protrusione a livello della colonna vertebrale con cui, nella maggior parte delle situazioni, abbiamo convissuto per anni, possa spiegare meglio perché abbiamo il mal di schiena. E con ciò? Risonanza o TAC non modificano l’approccio terapeutico; allora perché farle?
Il più delle volte una terapia adeguata con antidolorifici, la giusta attività fisica e il tempo necessario sono sufficienti a risolvere il problema.
Quello che si vede con una risonanza è solo una parte delle possibili cause: una contrattura non si vede, un difetto nel movimento neanche, eppure spesso incidono assai più del difetto fisico che abbiamo da sempre.
Inoltre è ormai assodato che non ha senso intervenire con la chirurgia se non in rari casi, quindi perché fare la risonanza? Per dare la colpa a quello che vediamo invece che alle nostre cattive abitudini?
Questo è uno dei tanti usi inappropriati degli esami diagnostici: grandi costi per il Servizio Sanitario Nazionale e sostanziale inutilità per la nostra salute.
Uno dei rischi associati a questa cattiva pratica diagnostica è che vengano scoperti dei problemi che non hanno mai causato fastidi (e probabilmente non ne causeranno) e ciò nonostante inducono il paziente a iniziare un percorso di ulteriori esami o addirittura interventi non privi di costi e rischi anche in termini di salute.
Statistiche alla mano è chiaro che questo è generalmente più pericoloso che non vedere. In ogni caso, informano sempre le statistiche, non viene modificato l’approccio terapeutico, così come le stesse dicono altrettanto chiaramente che chi fa questi esami non guarisce prima né meglio. Casomai si assumono, con la TAC, un po’ di radiazioni inutili.
Quando usarla allora? Ci sono campanelli di allarme che il medico conosce e valuta attentamente: perdita di peso, dolori acuti di notte, febbre persistente, traumi, tumori, gravi sintomi neurologici o generali in caso di persistenza dei sintomi dopo sei settimane. L’importante, per noi pazienti, è non insistere col medico nel farci prescrivere esami inutili.
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