Fino a non molto tempo fa si pensava che il sistema nervoso fosse un mondo molto diverso dal resto del corpo. Pur consapevoli del fatto le connessioni tra le cellule nervose possono cambiare permettendo quindi la modifica di pensieri, ricordi ed elaborazioni delle percezioni, si credeva che le cellule nervose fossero tutte presenti alla nascita e rimanessero tali per tutta la vita. Quest’idea è cambiata: ora si sa che anche le cellule del sistema nervoso possono rigenerarsi, crescere e di conseguenza anche degradarsi e morire.
Tutto questo metabolismo, questo nascere e morire delle cellule e il loro trasformarsi modificando le connessioni, porta alla produzione di scorie che devono essere smaltite.
Il loro accumulo è nocivo per il cervello così come accade per qualsiasi altro organo: in particolare si è visto che l’accumulo di alcune di queste sostanze, ad esempio la proteina beta-amiloide che deriva dalla degradazione della membrana che circonda le fibre nervose, o la proteina Tau che deriva dalle strutture di supporto dei neuroni, è correlato a malattie come il morbo di Alzheimer: una situazione quindi da evitare.
Solo recentemente è stato identificato il modo in cui il cervello si libera di queste scorie. Il sistema circolatorio del cervello è isolato da quello del resto del corpo grazie a una “barriera” che impedisce l’accesso a molte sostanze potenzialmente pericolose e alle infezioni: analogamente è difficile anche uscire da questo sistema. Attorno ai vasi che irrorano il cervello c’è un fitto reticolo di canali, che era stato osservato ma di cui non si capiva l’utilità: come accade grazie al sistema linfatico nel resto del corpo drena le scorie presenti nei liquidi tra gli interstizi dei neuroni riversandole prima nei vasi linfatici presenti nelle meningi e poi nel sangue. Il liquido che svolge questo lavoro è quello cerebrospinale che partendo dal midollo spinale pervade lentamente e sottilmente tutto il cervello.
Come fa questo liquido a circolare visto che non è sospinto dal cuore e dal sistema circolatorio?
Tramite una “pompa” particolare: è sospinto dagli stessi neuroni che pulsano lentamente e fluidamente e si muove nel cervello in sintonia con le onde elettriche lente, quelle altamente sincronizzate che appaiono nell’elettroencefalogramma durante il sonno profondo.
Gli esperimenti hanno dimostrato che in assenza di sonno la rimozione delle scorie dal cervello diminuisce in modo radicale, mentre durante il sonno superficiale, quello dei sogni, così come durante la veglia, la pulsazione legata alle scariche elettriche nei neuroni è così irregolare e varia da non consentire un flusso regolare. Se vi è una privazione del sonno prolungata il cervello reagisce attivando ugualmente la “pulizia”, ma si è visto che in questi momenti, che possono durare secondi o minuti, vi è una consistente diminuzione della capacità di prestare attenzione e delle capacità cognitive, come se, da svegli, ci fosse una condizione simile al sonno.
Al di là della curiosità, qual è quindi la relazione di tutto questo con la nostra salute?
Si tratta di un’altra dimostrazione della fondamentale importanza del sonno: solo un sonno profondo di quantità e qualità adeguate permette una corretta pulizia dalle scorie del metabolismo del nostro cervello, e questa pulizia è fondamentale per mantenerlo in salute.
L’attenzione alla qualità del sonno, che deriva da ambiente sano, da ritmi regolari e dall’uso più limitato possibile di farmaci che ne modifichino l’andamento (sia stimolanti che sonniferi), è anche in questo caso indispensabile per il benessere e la prevenzione delle malattie.
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Il tatto è uno dei nostri sensi fondamentali: il tocco sulla pelle e il massaggio generano una sensazione insostituibile nella percezione del proprio corpo e, se fatto da un’altra persona, nella relazione con chi ci sta toccando.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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