L’attività fisica svolge un ruolo importante nella salute prevenendo e trattando un’ampia gamma di condizioni fisiche: malattie metaboliche, cardiovascolari, polmonari, neurologiche, obesità, disturbi muscoloscheletrici e tumori.
Prove convincenti hanno dimostrato che l’attività fisica e l’esercizio fisico possono anche prevenire e migliorare le malattie mentali: dai problemi più comuni, come depressione e disturbi d’ansia fino alle situazioni più gravi.
I disturbi mentali sono molto diffusi e impegnativi, ma il peso sulla salute è ulteriormente aggravato da un’elevata prevalenza di disturbi associati: effetti collaterali dei farmaci, abuso di sostanze, cattive abitudini alimentari e di stile di vita (sedentarietà) hanno un’influenza tale da portare i pazienti psichiatrici a un’aspettativa di vita inferiore di 15-20 anni rispetto a quella della popolazione generale.
Le spese per l’assistenza sanitaria mentale, soprattutto per i farmaci, sono aumentate sostanzialmente negli ultimi decenni ma non sono state sufficienti a ridurre l’incidenza di questi disturbi a livello di popolazione, rimasta pressoché stabile negli ultimi 30 anni in tutto il mondo. Anzi, i tassi di disturbi mentali comuni come depressione e ansia sembrano addirittura aumentare tra le giovani generazioni. I trattamenti farmacologici, come ansiolitici, antidepressivi e antipsicotici, rappresentano ancora la strategia di prima linea per la gestione dei sintomi. Tuttavia, gli effetti a lungo termine della farmacoterapia sono messi in discussione. Per molte persone con disturbi mentali, i farmaci psicotropi non si traducono in miglioramenti clinicamente significativi nel lungo termine e gli effetti collaterali come un significativo aumento di peso ed elevati livelli di glicemia, tra gli altri, sono considerevoli. Negli ultimi decenni si è accumulato invece un ampio e solido insieme di prove che suggerisce che l’attività fisica e l’esercizio fisico sono approcci estremamente importanti, anche se il più delle volte trascurati.
Le persone con livelli di attività fisica più elevati hanno meno probabilità di sviluppare depressione indipendentemente dalla fascia d’età, dal sesso e dalla regione geografica, compensando il rischio di depressione a tutti i livelli di vulnerabilità, comprese le persone a più alto rischio genetico. Miglioramenti nei sintomi cognitivi e nella qualità della vita sono evidenti.
Sono state inoltre riscontrate prove degli effetti protettivi dell’attività fisica contro stress, ansia e anche contro i disturbi bipolari. Nei disturbi dello spettro psicotico e nella schizofrenia, l’esercizio fisico ha anche migliorato la cognizione globale rispetto agli usuali interventi non fisicamente attivi. Gli interventi sull’esercizio fisico producono poi notevoli aumenti della capacità di movimento nelle persone con disturbi mentali, migliorando un altro fattore di rischio, cioè la mortalità cardiovascolare.
È stato dimostrato che i programmi di esercizi migliorano l’ansia e la depressione anche nei bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività. I problemi di pensiero, i problemi sociali e i comportamenti aggressivi si riducono in seguito a interventi di attività fisica. I sintomi iperattivi/impulsivi e i sintomi di disattenzione invece non sembrano migliorare significativamente dopo l’esercizio.
In ogni caso quindi sarebbe importante inserire l’attività fisica come intervento integrativo in ogni situazione di malattia o disagio mentale. “Camminare è la migliore medicina per l’uomo”, diceva Ippocrate (460-377 a.C.).
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