Il mondo occidentale ha inventato la moda di “mettersi a dieta” favorendo la nascita di una miriade di soluzioni diverse sul mix migliore di alimenti, sulle quantità ottimali, indagando sui dettagli della metabolizzazione di ogni sostanza commerciabile. Ma forse non è un caso che tutte le religioni prevedano un qualche periodo di digiuno: cristiani, mussulmani, ebrei, buddisti, induisti, ciascuno a modo loro; le religioni hanno sempre badato alla salute suggerendo riti e abitudini alimentari.
In fin dei conti un periodo di digiuno saltuario è il modo più semplice per mettersi a dieta.
Che succede al nostro microbiota quando si digiuna?
Digiunano anche i nostri microbi, ricevendo una bella “spazzolata” e procedendo a una notevole selezione.
Alcune specie si occupano di “ripulire” le pareti intestinali, altre semplicemente vengono limitate nel loro sviluppo. Certo è che nei primi momenti dopo il digiuno si ha il maggiore incremento di variabilità dei nostri microbi, e si sa che questo, cioè avere nella pancia tante specie di microbi diversi, fa bene. Come in tutti i sistemi ecologici, e il nostro intestino è un ecosistema, un aumento della variabilità e complessità delle specie permette una migliore resistenza agli stress.
Il digiuno porta a una selezione dei microbi anche in termini di qualità: le specie con caratteristiche fermentative sono meno resistenti di altre, in pratica i microbi “buoni” resistono meglio al digiuno rispetto a quelli “cattivi”.
In generale pare che mangiare ripetutamente piccole quantità faccia meno bene di un ritmo in cui tra i pasti ci sia un lungo periodo di digiuno. Sia gli esperimenti sui topi in laboratorio che quelli su umani fanno supporre che diminuire il numero dei pasti giornalieri possa portare ad un beneficio. Le regole, come al solito, non esistono, essendoci grande variabilità tra gli individui, ma sicuramente potrebbe essere interessante fare qualche prova. Ad esempio mangiare carboidrati solo nella prima parte della giornata, quando l’insulina è secreta con una maggiore efficienza, limitando poi le calorie da carboidrati nella seconda parte, è una forma di “digiuno intermittente” che ha un suo razionale.
Non è male comunque sapere che un giorno di digiuno non ha mai ammazzato nessuno: non è tanto grave non mangiare. Probabilmente, invece, ogni tanto fa bene.
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