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La fibrillazione atriale

fibrillazione cardiaca

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco diffusa in circa l’1% della popolazione adulta.

A causa di un difetto della conduzione degli stimoli elettrici che producono la contrazione, le camere superiori del cuore non si svuotano bene ed il ristagno di sangue può portare alla formazione di coaguli. Questi, immessi in circolo, possono arrivare al cervello causando ictus ischemico, le cui conseguenze sono spesso danni permanenti o la morte. Si tratta quindi di un problema serio.

Poichè un caso su cinque di ictus è correlato alla fibrillazione atriale, la sua prevenzione è estremamente importante.

Sono particolarmentea rischio i diabetici, gli ipertesi e gli ipertiroidei, ma anche obesi e chi fa abuso di alcolici.

Uno degli aspetti subdoli della fibrillazione atriale è il fatto che molte volte è priva di sintomi percettibili: la circolazione sanguigna è correlata al lavoro dei ventricoli del cuore molto più che degli atrii (il 95% contro il 5%) e quindi risente poco di un deficit atriale. Il sintomo più caratteristico è la palpitazione, ma anche l’astenia, cioè una particolare stanchezza fisica, le vertigini e l’affanno possono dipendere dalla fibrillazione atriale.

La prevenzione nelle persone a rischio si basa sui controlli stabiliti dal medico (elettrocardiogramma), ma può essere utile l’utilizzo di apparecchi in grado di rilevarla anche durante la normale misurazione della pressione, in modo particolare le persone con fibrillazione già diagnosticata.

La terapia, di pertinenza tipicamente specialistica, si basa sull’uso di farmaci specifici, cui spesso è associato l’uso di anticoagulanti proprio per prevenire il distacco di coaguli (trombi) dagli atrii.

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