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Istamina: una storia complicata

Nella nostra immaginazione molte volte associamo il nostro corpo a una specie di macchina in cui a uno stimolo corrisponde un effetto. Non è quasi mai così: il più delle volte ad uno stimolo corrisponde una varietà di reazioni. Quello che ci sfugge, perché difficile da immaginare, è la complessità di quello che accade.

L’istamina è un caso emblematico di come l’equilibrio della vita sia dato da una serie di azioni, controazioni, e interazioni molteplici di cui è bene tenere conto.

L’istamina è una molecola famosa (tutti la associamo all’allergia) che ha connessioni mediate da almeno 4 tipi di recettori, cioè quelle molecole che nelle cellule sono predisposte per reagire specificatamente agli stimoli di questa sostanza.

Può essere interessante osservarli più da vicino:

H1 è quello più conosciuto. Quando è stimolato promuove i sintomi dell’allergia (prurito, broncocostrizione e quindi asma, vasodilatazione), ma modula anche il ritmo circadiano e le varie fasi del sonno, investito dalle scariche ritmiche dell’istamina prodotta da alcuni neuroni celebrali situati nell’ipotalamo. Contribuisce alla veglia portando i neuroni più vicini alla soglia di eccitazione: per questo gli antistaminici, che lo bloccano, causano al contrario sonnolenza.

H2, bersaglio di molti farmaci, stimola la secrezione gastrica e il rilassamento dei muscoli lisci (quelli viscerali) ma influenza anche il ritmo cardiaco; inibisce la sintesi di anticorpi, la proliferazione dei linfociti T e la produzione di alcune citochine. In pratica, al contrario di H1, limita la risposta infiammatoria e immunitaria.

H3 è presente a livello del sistema nervoso centrale e periferico. Reagisce all’istamina limitandone la liberazione, ma si trova anche a livello di cuore, polmoni, tratto gastrointestinale. Inibisce anche il rilascio di altri neurotrasmettitori importanti: dopamina, Gaba, acetilcolina, serotonina, noradrenalina. Niente di strano, quindi se ci sentiamo di umore strano, depresso, insoddisfatto quando c’è troppa istamina in circolo. Uno dei farmaci più usati contro le vertigini (la betaistina) è un’antagonista di questo recettore (tende a bloccarlo), e antistaminici sono molti farmaci antinausea, anche se forse per azione anche su recettori diversi.

H4 modifica la capacità di alcune cellule immunitarie di dirigersi verso i loro bersagli. Rilevante è la sua diffusione in molti organi: midollo osseo e globuli bianchi innanzitutto, ma anche colon, fegato, polmoni, intestino tenue, milza, testicoli, timo, tonsille e trachea. In tutti questi distretti aumenta i fattori che promuovono infiammazione e dolore.

Ecco quindi un quadro molto complesso, con azioni in un verso e in quello opposto, anche se il concetto di “presenza” non significa “importanza”: la rilevanza dei vari tipi di recettori è indipendente dalla loro ubiquità.

L’istamina è però una sostanza molto diffusa, presente nei veleni degli insetti ma anche in alimenti (sgombri e tonno ad esempio, o i formaggi fermentati), e molti cibi influenzano il suo rilascio a livello cellulare (pomodori, cioccolato, albume, ecc.).

Non è difficile immaginare, quindi, che quello che mangiamo può avere a che fare con il modo in cui ci sentiamo e che se assumiamo un farmaco, anche un banale e sicuro antistaminico, potremmo riconoscere effetti più complessi della sola sonnolenza che ci aspettiamo.

 

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