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Impariamo una nuova parola: appropriatezza

farmaco

Non è una parola bellissima, d’accordo, ma è una parola importante se si parla di terapie e salute.

Un farmaco o una terapia sono usati correttamente nel nostro caso specifico? Allora sono appropriati.

Oggi si discute molto di questo termine perché un uso non appropriato di farmaci ed esami, talvolta sbagliato, in altri casi superfluo, è causa frequente di “più costi e meno salute”.

La scelta di una terapia appropriata dipende dal medico, ma sempre più siamo coinvolti anche noi: la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale, ad esempio, segnala ai propri associati cinque situazioni comuni di non appropriatezza, ed usa, non a caso, questo bel titolo che richiama una condivisione delle scelte tra medico e paziente:

“Pratiche a rischio d’inappropriatezza di cui medici e pazienti dovrebbero parlare”.

Ecco i suggerimenti rivolti ai medici:

  • Non richiedere TAC o Risonanza magnetica in caso di lombalgia senza segni o sintomi di allarme.
  • Non prescrivere di routine antibiotici nelle infezioni acute delle vie aeree superiori.
  • Non prescrivere di routine i “protettori dello stomaco” a pazienti senza fattori di rischio di ulcera. Nella malattia da reflusso prescriverli alla più bassa dose in grado di controllare i sintomi.
  • Non prescrivere terapie con antinfiammatori senza valutare inizialmente, e riconsiderare periodicamente, la reale indicazione clinica e il rischio di effetti collaterali in quel momento e in quello specifico paziente.
  • Non prescrivere di routine benzodiazepine nei pazienti anziani in caso di insonnia. Raccomandarne comunque l’uso intermittente e non continuare cronicamente la terapia senza una rivalutazione.

Cose semplici ma non scontate. Spesso siamo noi, gli im-pazienti, a mettere sotto pressione il medico affinché ci prescriva l’antibiotico, l’esame in più o le pillole per dormire.

La buona salute è fatta anche da una buona relazione col medico: questa dipende senza dubbio dalla disponibilità del medico all’ascolto, ma anche dal nostro atteggiamento. Per una scelta appropriata e consapevole bisogna ragionare insieme, più che chiedere una prescrizione, anche se ci vuole del tempo. A volte, meno (farmaci o esami) significa più (salute)!

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