Il genere Echinacea, della famiglia delle Composite, comprende nove specie di piante erbacee perenni originali delle praterie americane e utilizzate da secoli dalle tribù indiane. Le varietà medicinali più note sono l’Angustifoglia, la Purpurea e la Pallida, usate indifferentemente, di cui si utilizzano le radici per l’attività immunostimolante aspecifica, virustatica (inibisce la penetrazione del virus nella cellula sana ma non uccide il virus penetrato) e antibatterica.
L’attività immunostimolante è la più conosciuta e la sua efficacia, riconosciuta da studi di qualità buona, ha portato a un utilizzo vasto anche se non sempre corretto.
L’echinacea si usa nelle affezioni del cavo orale, soprattutto nelle malattie da raffreddamento e nell’influenza, e in tutte le occasioni in cui è utile uno stimolo intenso, anche se breve, dell’attività immunitaria.
Come spesso accade per i rimedi vegetali, i responsabili chimici dell’attività sono molteplici: polisaccaridi, flavonoidi, glicoproteine e alcamidi. I polisaccaridi in particolare sono stati riconosciuti capaci di stimolare i macrofagi, importanti cellule del nostro sistema immunitario preposte al rilascio di sostanze che inattivano funghi, batteri e altri microrganismi patogeni. E’ probabile che queste sostanze si comportino come antigeni aspecifici e questo aiuta a interpretarne correttamente l’attività.
All’echinacea angustifoglia sono riconosciuti anche effetti antinfiammatori.
Si utilizzano preparati come la tintura madre, il succo della radice in soluzione alcolica o capsule di estratto secco. L’uso esterno dei preparati di echinacea è raro.
Generalmente è un rimedio molto sicuro e non si conoscono effetti collaterali: l’uso orale per brevi periodi non ha evidenziato problemi.
Vi sono però alcune controindicazioni: in presenza di terapie immunodepressive o antitumorali, di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla o l’artrite reumatoide l’echinacea non va usata.
In generale non è opportuno utilizzarla nei casi in cui vi siano problemi correlati alla funzione del sistema immunitario: quindi è abbastanza facile che anche nei soggetti allergici, in cui la risposta immune è già tendenzialmente sovradimensionata, uno stimolo ulteriore possa portare a un aumento del livello di risposta allergica.
È razionale usarla per brevi periodi poiché, come tutte le sostanze che stimolano fortemente una funzione fisiologica si può ipotizzare che dopo un periodo di uso prolungato ci sia assuefazione e quindi l’effetto tenda a diminuire, anche se questo aspetto è ancora da dimostrare.
L’uso migliore è quindi quello nei primissimi momenti di disagio, anche solo come preventivo se si avverte la possibilità di ammalarsi, per quei pochi giorni che sono necessari per attivare al massimo la risposta immune. Una volta che la risposta è sufficiente, generalmente dopo 2 o 3 giorni, non è di alcuna utilità continuare.
Per saperne di più leggi qui
L’inulina è uno zucchero complesso (tante molecole del fruttosio unite in una lunga catena) che si ricava industrialmente dalla radice di cicoria e di topinambur e che ha delle interessanti proprietà.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
Fino al 15/8 il 20% di sconto sui solari Unae - Angstrom - Avene
La Boswellia serrata è un albero deciduo diffuso in alcune zone dell’India e dell’Himalaya occidentale.
Ci trovate in P.za S. Gottardo 13 38016 Mezzocorona, Trento (TN)
La nostra sede secondaria si trova in
via Rauti, 12 Roveré della Luna (TN)
Orari: lunedì-venerdì 8.30-12.00 e 16.00-18.30, sabato 8.30-12.00
Bisogno di informazioni?
Contattaci ora!
Questo sito utilizza i cookie per migliorare l' esperienza dei visitatori. Se decidi di continuare consideriamo accettato il loro uso. Leggi la privacy