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Coumadin ed erbe medicinali

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Il Coumadin, o warfarin, è un farmaco molto famoso e molto usato. È un anticoagulante, cioè diminuisce la capacità del sangue di formare coaguli, cosa che in certe situazioni, come l’occlusione delle coronarie o delle arterie che irrorano il cervello, è estremamente importante.

Il suo dosaggio va controllato con molta precisione perché se è troppo poco si rischia l’occlusione dei vasi, mentre se è troppo si rischia l’emorragia: i limiti corretti sono piuttosto stretti e individuali.

Il valore che si controlla si chiama INR e va mantenuto il più possibile costante.

Molti alimenti, farmaci e erbe medicinali possono interagire con il Coumadin, ma quali sono le interazioni davvero importanti? Sicuramente quelle con i farmaci, molto più rare quelle con le erbe.

Ecco alcuni principi generali:

  • non bisogna modificare frequentemente dieta o usi abituali delle erbe, ma mantenerli costanti: ad esempio evitare improvvise assunzioni di grandi quantità di verdure a foglia larga che prima non venivano assunte, come evitare di smettere di mangiarle, perché sono ricche di vitamina k e ne diminuiscono l’effetto. Lo stesso per tutte le erbe, i farmaci e gli alimenti che possono interagire.
  • I casi di interazione tra erbe e Coumadin sono piuttosto rari, ma è bene prestare attenzione all’elenco di quelle possibili: quasi nessuna è “certa”,ma tutte sono possibili se si assumono erbe, farmaci o cibi in grande quantità o per lunghi periodi e se si hanno caratteristiche genetiche che ci rende sensibili. Queste situazioni sono imprevedibili. In questo caso l’INR va monitorato. Spesso le variazioni sono legate a modifiche del microbiota intestinale che è una delle fonti importanti della vitamina K, antagonista del warfarin. Anche per questa una dieta sana e regolare è fondamentale.
  • Un elencodelle piante a cui stare attenti è molto ristretto se si bada ai casi effettivamente problematici riscontrati più volte (Ginko Biloba, Succo di pompelmo, The verde, Iperico)e molto ampio se si guarda alle piante potenzialmente coinvolte (studi su modelli animali o sperimentali in vitro): impacchi di arnica, timo, aglio, boldo, fieno greco, salvia cinese (danshen), boswellia, camomilla, salice, spirea, serenoa repens, liquirizia pepe nero ginseng, soia, artiglio del diavolo, echinacea, passiflora, verbena, aloe, papaya fermentata, mirtillo… La cosa importante è questa: è sempre una questione di quantità.
  • Piccole quantità, non sono mai pericolose.
  • I farmaci omeopatici non hanno mai evidenziato interazioni: molte volte si parla di omeopatici ma si tratta di prodotti naturali usati in dosi non omeopatiche.

 

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