L’ossigeno è un farmaco salvavita che talvolta il medico è costretto a prescrivere.
La “saturazione” del sangue è il parametro che viene comunemente usato per decidere se somministrare o meno l’ossigeno: si misura con un semplice apparecchio (saturimetro o pulsossimetro) che viene applicato ad un polpastrello e ”vede” quanto ossigeno è legato all’emoglobina del sangue. Una saturazione inferiore al 94 – 92% (un po’ più bassa per gli anziani) significa che c’è qualche problema, se è inferiore a 88 – 89% vuol dire che probabilmente c’è bisogno di ossigeno.
L’ossigeno è contenuto in bombole che sono dotate di un rubinetto generale, un manometro (misura la pressione interna, in pratica quanto ossigeno c’è dentro) ed un flussometro, cioè una manopola che regola il flusso di uscita in litri al minuto.
Un flusso di 1 o 1,5 litri al minuto è quello usato per una terapia di supporto. In casi gravi si possono somministrare anche 4 o 6 litri al minuto o anche di più: sarà sempre il medico a decidere quanto ossigeno al minuto e per quanto tempo, se continuo o solo per qualche ora, dando eventuali indicazioni sul grado di saturazione si voglia raggiungere.
L’ossigeno esce dalla bombola attraverso un tubicino di plastica (si trovano anche prolunghe da 5 metri, le bombole sono pesanti e spesso difficili da spostare). Si fa passare attraverso una bottiglia che contiene dell’acqua per umidificarlo, ma attenzione a collegare correttamente i tubicini: deve entrare nell’acqua da quello sommerso, formare una catena di bollicine ed uscire da quello del tappo. Infine attraverso un altro tubicino viene fatto arrivare agli “occhialini”, in realtà una forcella nasale sostenuta da un paio di stanghette come gli occhiali che la rende facilmente indossabile.
Se il flusso deve essere elevato, sopra i 6 litri/minuto si usa di solito una mascherina invece che la forcella nasale. In casi più difficili si usano maschere particolari sotto stretto controllo medico e infermieristico.
Quattro piccoli consigli pratici:
Quante volte ci sentiamo stanchi, stressati, la testa ingombra di pensieri inutili, incapaci di governare la nostra mente. "Forse sono stanco, mi prendo un ricostituente. "
Peccato che non esistono.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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La betulla è l’albero caratteristico delle foreste rade e luminose nelle lande nordiche e dei terreni silicei, ma cresce anche da noi, oltre che in molti giardini, in rari boschi spontanei fino a 1700 metri di quota.
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