Il colesterolo è spesso al centro dei discorsi sulle malattie cardiocircolatorie: si consiglia di consumare pochi alimenti di origine animale per diminuirne l’assunzione e prevenire la formazione di placche arteriose, ma si dà molta importanza anche al consumo di abbondante frutta e soprattutto verdura fresche. Perché? Capirlo forse ci aiuta ad alimentarci meglio.
Frutta e verdura, soprattutto se mangiate a inizio pasto, modificano l’assorbimento dei grassi e del colesterolo nell’intestino, imprigionandolo all’interno delle fibre. Sono utili quindi perché se ne assorbe meno.
Frutta e verdura sono anche ricche di vitamine e altre sostanze ad attività antiossidante e antinfiammatoria: questo è ancora più importante. Si è scoperto, infatti, che il processo di infiammazione sta alla base di tutte le fasi delle malattie cardiovascolari: dalla formazione iniziale della placca (i depositi di grasso), alla sua crescita con rischio di ostruzione delle coronarie, e infine alla sua rottura con produzione di pericolosi trombi. Come mai?
L’eccesso di LDL nel sangue, il colesterolo “cattivo”, soprattutto in presenza di metaboliti tipici dell’infiammazione, tende a depositarsi nella parete delle arterie in cui si creano, grazie alla presenza di radicali liberi e altri metaboliti infiammatori, delle microlesioni che vengono infiltrate dal colesterolo e questo, ossidandosi, favorisce l’infiammazione stessa.
Col tempo si modifica tutta la struttura dell’arteria poiché le molecole che prendono parte al processo dell’infiammazione tendono ad aggregarsi proprio nella placca già esistente, aumentandone le dimensioni. Le sostanze antiossidanti e antinfiammatorie naturali andrebbero a bloccare o quantomeno a rallentare questo processo. Questo spiegherebbe anche la protezione che dimostrano avere, negli eventi cardiovascolari, alcuni farmaci antinfiammatori come l’aspirina.
Una dieta ricca di fibre facilita poi l’istaurarsi di una microflora intestinale in grado di produrre grandi quantità di sostanze antiinfiammatorie naturali che si aggiungono a quelle naturalmente presenti nel cibo o ne favoriscono l’attività. Si è visto bene che le popolazioni che consumano grandi quantità di vegetali come base dell’alimentazione hanno una scarsa presenza di malattie cardiovascolari.
Questo beneficio legato all’azione antinfiammatoria e antiossidante della dieta ricca di fibre giova anche a tutti i problemi correlati alla funzionalità venosa: vene varicose, pesantezza delle gambe nei mesi caldi, gonfiori, ristagno di liquidi.
Una dieta prevalentemente vegetariana fa bene quindi al cuore e non solo.
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