Alcune situazioni come un taglio accidentale o una ferita chirurgica piuttosto estesa rischiano di produrre una cicatrice molto visibile e in certi casi fastidiosa al tatto o nel movimento.
La pelle che si rimargina produce inizialmente un tipo di tessuto non organizzato in cui le fibre si accumulano disordinatamente. Solo col tempo e determinate condizioni c’è poi una rigenerazione completa del tessuto: se i lembi della ferita però non sono perfetti o se si presentano piccoli problemi superficiali si possono formare cheloidi, cioè degli indurimenti che rimangono visibili e fastidiosi anche per tutta la vita.
Il consiglio per una buona gestione di queste ferite deve tener conto dei diversi momenti in cui si interviene.
La prima fase, circa una settimana o poco più, è quella in cui i tessuti si rigenerano rapidamente per chiudere la ferita. Una disinfezione iniziale e una detersione con soluzione fisiologica assieme ad una copertura che protegga sia dagli urti che dalla contaminazione esterna sono la sola cosa necessaria da fare.
Quando la ferita è ormai sigillata e non c’è più pericolo di contaminazione, bisogna facilitare la rigenerazione della pelle in un ambiente il più elastico e idratato possibile: una crema emolliente con acido ialuronico è probabilmente il prodotto più opportuno nelle due o tre settimane successive. L’acqua termale di Comano può essere un buon complemento poiché il microbiota contenuto ha dimostrato negli studi in vitro un’interessante azione antinfiammatoria e stimolante la rigenerazione tissutale.
Infine bisogna tenere presente che la rigenerazione completa dei tessuti è un processo che richiede molto tempo: nel caso di ferite estese, due anni è il tempo considerato necessario per una guarigione completa e un rinnovo generale dei tessuti interessati. I cerotti con idrocolloidi o siliconi sono certamente utili ma anche scomodi e soprattutto costosi se utilizzati per tutto il tempo necessario.
In alternativa, se c’è la tendenza o il timore di una guarigione imperfetta, è buona abitudine trattare quotidianamente la ferita con un breve massaggio nel senso della stessa con tocoferolo, cioè vitamina E, al 2% in olio di mandorle. Questa elementare attività con prodotti semplici che mantengono morbida la pelle e contemporaneamente favoriscono il ricambio tissutale senza le tensioni delle fibre che necessariamente caratterizzano le prime fasi della guarigione, sembra sia quella che garantisce i migliori risultati nel lungo periodo.
Infine, come è noto, proteggere dal sole la ferita nei primi sei mesi con gli indumenti o le creme ad alta protezione è importante per diminuirne la visibilità in seguito.
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