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Augmentin, serve davvero?

Augmentin e i suoi numerosi equivalenti (Clavulin, Neo Duplamox, ecc.), cioè l’associazione di amoxicillina e acido clavulanico, sono gli antibiotici più usati in Italia. Migliaia di persone li utilizzano ogni giorno, i dati ufficiali di consumo sono davvero impressionanti: quasi la metà dell’intera popolazione italiana ha assunto nel 2019 almeno una volta un antibiotico prescritto dal medico. A questi numeri vanno aggiunti, putroppo, almeno un 10% di casi di autosomministrazione senza ricetta. Nel 2019 ogni 1000 bambini tra zero e 13 anni, 400 di questi hanno assunto antibiotici e nel 40% dei casi si trattava di due confezioni di Augmentin o analoghi (dati AIFA). Parliamo quindi di milioni di persone che consumano antibiotici.

Troppo spesso, a detta di tutti gli esperti, l’antibiotico è però usato a sproposito: l’uso è inappropriato in oltre un quarto dei casi, sempre seondo le analisi ufficiali.

Augmentin è un antibiotico ad ampio spettro: vuol dire che uccide un gran numero di batteri di specie diverse, per cui viene prescritto, anche troppo facilmente, quando non c’è il tempo di vedere quale specie di batterio è la causa dell’infezione. In ogni caso deve essere chiaro che serve solo se è presente un’infezione batterica: se invece è causata da un virus l’antibiotico non serve a niente. Da questo l’importanza di una diagnosi corretta: influenza, raffreddore, tosse virale (cioè quasi sempre), mal di gola e otite (spesso), mal di denti (se non diagnosticato dal dentista), febbre, sono moltissime occasioni in cui l’antibiotico non va usato.

C’è un problema in più: colpendo anche i batteri intestinali (da cui il frequente malessere intestinale e il conseguente uso di probiotici per riparare il danno), l’antibiotico altera la risposta immunitaria dell’organismo peggiorandola. Quindi usarlo quando non serve può rendere più difficile la guarigione.

Molte volte è prescritto dai medici per evitare “sovrainfezioni”, cioè eventuali infezioni batteriche che si possono avere in un organismo indebolito da un’infezione virale, come per esempio nel caso di un’influenza grave in un anziano debilitato o con altre patologie. L’uso in questi casi è poco giustificato da rigorosi studi scientifici ma ragionevole a seguito di una attenta valutazione complessiva del paziente da parte di un medico. Un uso invece come “preventivo” in ogni caso è fortemente sconsigliato da tutta la letteratura medico-scientifica: ciò nonostante sono frequenti le prescrizioni prima di interventi banali come l’estrazione di un dente.

Raramente ci accorgiamo dei danni dovuti a un uso sconsiderato degli antibiotici, perché di per sé sono tra i farmaci che provocano meno problemi a livello individuale, a parte, appunto, i danni alla flora batterica intestinale di cui solo da pochi anni si conosce realmente la fondamentale importanza.

Però il problema della resistenza agli antibiotici è uno dei grandi problemi sanitari a livello mondiale e l’Italia, assieme alla Grecia, è purtroppo prima in Europa proprio per l’abuso di antibiotici. Di resistenza agli antibiotici si muore. Uno studio recente su oltre 40.000 pazienti ricoverati per Covid ha rilevato un uso di gran lunga eccessivo di antibiotici e un aumento della mortalità correlato direttamente al consumo di antibiotici ad ampio spettro.

Quindi Augmentin e tutti gli antibiotici vanno usati meno possibile e solo dopo una attenta valutazione condotta dal medico sui vantaggi e gli svantaggi, non solo individuali, del loro uso. Raccomandazione forse non inutile: la diagnosi, e quindi la prescrizione di antibiotico, è opportuno venga fatta dal medico dal vivo e non per telefono.

Se ci impegnamo a usare l’antibiotico solo quando è strettamente necessario, ragionando col medico o col farmacista su tutte le strategie alternative, facciamo bene a noi, alla società e ai nostri figli.

 

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