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Attenzione e salute

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Cosa c’entra l’attenzione con la salute? La connessione è semplice perchè la nostra salute non è una questione solo di fisico: è data da un equilibrio continuamente mobile tra tre aspetti, fisico (nel senso di meccanica corporea, come ci muoviamo e come stiamo), metabolico (come interagiamo con quello che ci alimenta, come smaltiamo quello che non ci serve) e mentale (o psicologico, o spirituale). Qui entra in gioco la capacità di attenzione.

Molte cose sono cambiate negli ultimmi decenni e spesso in un modo che non ci aiuta ad avere una vita sana e quindi ad essere sani.

Fisicamente il dato più evidente è nella sedentarietà (della quale si sa quanto possano essere nocivi gli effetti); dal punto di vista metabolico l’alimentazione in gran parte “industriale” ci ha alterato molti processi ed equilibri millenari (dalla prevalenza del dolce, al nostro microbiota intestinale); dal punto di vista psicologico lo stress la fa da padrone.

Oggi anche l’attenzione è stressata: cosa è cambiato?

Negli USA, negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, e qualche decennio più tardi da noi, è nato il “mercato dell’attenzione”: la radio prima, e la televisione poi hanno iniziato a finanziarsi attraverso la pubblicità e il problema di questi media è diventato accaparrarsi l’attenzione delle persone. Sono nate una serie di tecniche sfruttate prima solo dalla pubblicità e poi dall’intero palinsesto dei programmi per catturare l’attenzione distogliendoci da ciò che sarebbe nella nostra natura fare in quel determinato momento, dai nostri bisogni reali.

Da allora il nostro mondo è cambiato: se prima la nostra attenzione era attirata dal nostro interesse o dalle nostre necessità e qundi le scelte riguardanti la nostra vita psichica erano centrate su di noi, oggi queste sono in gran parte in mano ad altri decisori. Il denaro, l’economia, il mercato si impossessano di una parte sempre crescente non solo del nostro tempo e delle nostre risorse, ma anche della nostra mente, distraendoci dalle nostre necessità fisiche e relazionali. L’accesso ad internet attraverso gli smartphone ha fatto si questo meccanismo di “distrazione di massa” sia esasperato a tal punto che ci appaia normale, in un gruppo di persone, che ciascuno sia chino sul proprio schermo.

Il mondo non è sempre stato così, e tutto questo evidentemente non è sano: non è coerente con la nostra natura.

Tralasciando i problemi legati a patologie ormai diffuse, come il deficit di attenzione nei giovani che gli insegnanti di tutti i livelli scolastici stanno lamentando, il problema è come recuperare il proprio diritto di dedicare l’attenzione a quello che davvero ci interessa.

La consapevolezza di quello che ci sta accadendo è il primo passo. Osserviamoci e scopriamo quanto riusciamo a dedicarci alle cose che ci interessano senza essere distratti da messaggi, notizie, ansie, connessioni…

La medicina? Probabilmente la più semplice ed efficace è riprendere il gusto e il tempo del leggere. Leggere libri. Come dice il monaco Enzo Bianchi, per leggere bisogna “ritirarsi dal commercio che ci attornia, dimenticare ciò che è presente ai nostri sensi e concentrarci su ciò che vogliamo leggere”. Leggere è lo strumento essenziale per capire, ma anche, dice Bianchi, una “operazione di grande umanizzazione: è una resistenza alla dittatura dell’informazione istantanea, è un viaggio intrapreso con le parole dell’altro, un cammino per edificare la propria interiorità… per nutrirsi”.

Di questo abbiamo bisogno per riacquistare l’attenzione a noi, alla realtà, alla nostra salute.

 

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