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Argilla

lavorare l'argilla

L’argilla è un prodotto naturale usato da millenni come strumento di cura in tutte le civiltà. Minerale di origine alluvionale è soprattutto costituito da silicato di alluminio insolubile ma contiene tracce di molti altri elementi quali ferro, magnesio, potassio, calcio, sodio ecc. in quantità differenti a seconda dell’origine.

Le argille sono di colori diversi verdi, bianche, rosse e gialle a seconda del prevalere di una delle componenti metalliche; quella bianca, ad esempio, ha un basso contenuto di ferro.

L’argilla si dice “ventilata” quando è stata macinata molto fine ed ha una consistenza quasi impalpabile.

Uso interno: l’argilla verde sciolta in acqua viene impiegata come detossificante e per svariati benefici sull’apparato digerente. Si usa argilla ventilata sterilizzata e in cui è garantita l’assenza di metalli pesanti. La dose abituale è di un cucchiaino da caffè diluito in un bicchiere d’acqua; si lascia riposare almeno una decina di minuti (fino a quando la soluzione è limpida) e si beve il liquido lasciando il sedimento. Una buona terapia dura tre settimane. E’ considerata anche un interessante rimineralizzante.

Sia pure più di rado si usa anche in pastiglie per sfruttarne le proprietà chimico-fisiche. Nello stomaco come anti-acido agisce formando uno strato protettivo di idrossido di alluminio gelatinoso. Nell’intestino assorbe i gas prodotti dalle infiammazioni o dall’alterazione del microbiota. Risulterebbe quindi utile nelle coliti, enterocoliti e aerofagie.

Tuttavia l’uso interno è attualmente messo in discussione per questioni di sicurezza a lungo termine. Non tutte le argille sono considerate sicure come integratore alimentare a causa di un eccessivo contenuto di alluminio. In generale si può considerare sicuro un uso per periodi limitati (non più di tre mesi). L’uso non deve essere prolungato anche per evitare fenomeni di carenza di nutrienti adsorbiti dall’argilla.

Uso esterno: in questo caso si sfrutta la capacità fisica dell’argilla come adsorbente, legata all’enorme superficie di contatto che sviluppa grazie all’estrema finezza delle sua particelle. Questa genera una forte interazione fisica con le sostanze con cui viene a contatto e che per questo vengono trattenute: meccanismo simile a quello del carbone attivo. Alcuni cucchiai di argilla in un recipiente di vetro o ceramica (mai di metallo) si bagnano con acqua fino ad ottenere una pasta densa con cui si fanno impacchi tiepidi di 1 cm di spessore, direttamente sulla pelle o sopra una garza, che vanno rimossi dopo ½ ora circa, una o due volte al di. L’argilla si deve progressivamente asciugare in modo da attrarre i liquidi ricchi delle sostanze infiammatorie presenti nei tessuti, quindi l’impacco non va chiuso con film impermeabili ma coperto con carta assorbente da cucina o con uno straccio.

L’argilla rimossa non va riutilizzata proprio perchè trattiene le sostanze adsorbite che altrimenti potrebbe cedere nuovamente alla parte trattata.

E’ molto utile nelle infiammazioni delle articolazioni o nei traumi, meglio evitare invece di applicarla sulla pelle lesa.

 

Come fare l’impacco di argilla

 

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