La stagione delle allergie porta spesso disturbi leggeri anche se fastidiosi come la lacrimazione ed il raffreddore. Per alcune persone però il problema è più serio e ci possono essere degli episodi di asma.
L’asma è una difficoltà respiratoria che può avere diverse cause ma il cui meccanismo è sempre lo stesso: a causa di uno stimolo (in questo caso l’allergene) si genera nei bronchi un’infiammazione. L’infiammazione è sempre caratterizzata da un aumento dell’irrorazione sanguigna e da gonfiore: i bronchi che si infiammano però si “ingrossano” verso l’interno per cui, in pratica, si stringono. Da questo la difficoltà di respirare. Siccome il nostro corpo associa questa difficoltà ad un altra situazione, la presenza di catarro come difesa da un’infezione, lo stimolo naturale sarebbe quello della tosse, che servirebbe appunto per liberarsi del catarro: in questo caso però non ce n’è ed il risultato del continuo tossire è un aumento dell’infiammazione. Un circolo vizioso che va interrotto.
Se fermare la tosse trattenendola e rilassarsi, quindi respirare piano, non è sufficiente, ci vogliono farmaci specifici, di solito spray, la cui prescrizione è riservata al medico.
I più usati sono questi:
– Antistaminici: sono i più comuni farmaci antiallergici, funzionano abbastanza bene ma non sempre sono sufficienti;
– Broncodilatatori, il cui più conosciuto è il Ventolin, dilatano direttamente i bronchi. Sono molto rapidi ed efficaci ma hanno alcuni difetti per cui non vanno usati a lungo;
– Antinfiammatori, di solito a base di cortisone, che hanno un’azione più profonda, più lenta ma anche più duratura e rimuovono direttamente l’infiammazione: sono i più indicati per chi ha un problema allergico. L’assorbimento di cortisone è molto basso, quindi non è il caso di spaventarsi a sentire questo principio attivo.
I broncodilatatori vanno usati praticamente solo in emergenza: se ci si accorge di dover usare questi spray più di una o due volte in settimana vuol dire che l’asma non è correttamente controllata ed è quindi indispensabile ritornare dal medico. Bisogna infatti verificare se si può modificare la “terapia di fondo” in modo da controllare adeguatamente i sintomi senza broncodilatatori.
Ci sono putroppo alcune situazioni in cui non è possibile evitare di usare dei farmaci che favoriscono l’osteoporosi.
Quando assumiamo una compressa pensiamo che il rapporto sia semplicemente tra farmaco e organismo: il principio attivo viene assorbito, raggiunge il suo bersaglio e produce l’effetto desiderato.
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